Storie di Persone


Dedicato a Maria

<<Ha dimostrato grande volontà e di saper indirizzare la propria vita in modo costruttivo. Brava Maria, siamo lieti di essere stati utili per il tuo avvio…”>>.

“Chi nel cammino della vita ha acceso anche soltanto una fiaccola nell’ora buia di qualcuno non è vissuto invano.” 
Madre Teresa di Calcutta

 

 Una vita cominciata a 17 anni

          

          Novembre 2011, in occasione di uno scambio culturale tra il comune italiano di Villa Minozzo (RE) e quello romeno di Anina, il commendatore Elio Ivo Sassi, presidente della Croce Verde di Villa Minozzo, ci segnala il caso di questa ragazza di nemmeno 17 anni che trova in una casa di Anina in un contesto molto degradato e con nessuno aiuto. La ragazza è stesa in un letto di una malsana stanza. È evidente la sua sofferenza per un recente intervento di ileostomia (intestino retto deviato sul fianco) per un presunto tumore. Le feci escono dal fianco senza alcun ausilio e la magrezza è impressionante. Si indaga e la situazione della famiglia è terribile: la madre soffre di alcoolismo, il padre non ha alcuna affidabilità: ci sono anche altri fratellini. Tutti vivono in condizioni ambientali di miseria e senza assistenza sanitaria. I vicini del caseggiato non sono molto diversi ma Maria è anche molto grave.
Dopo l'intervento chirurgico i medici hanno spedito a casa la ragazza ma non ci sono le condizioni minimamente sufficienti per la gestione di questa situazione drammatica. E' evidente a tutti, senza essere esperti, che la ragazza si sta spegnendo e che bisogna tentare qualcosa.

        Grazie a contatti con un bravo e generoso medico di Timisoara riusciamo a trasportarla in ospedale là, dove dopo una visita accurata, il chirurgo dichiara che l'intervento di deviazione dell'intestino è stato inutile e quindi pericoloso. Il tumore non c'era, per fortuna (ma l'originario medico come ha lavorato? ...).  L'organo intestinale viene rimesso nel suo alveo naturale e la ragazza rimane a lungo in ospedale dove ripetutamente operiamo assistenza (anche tramite persone della città). Ovviamente sosteniamo ogni spesa. 

      Dopo qualche tempo la ragazza ritorna a casa ma l'ambiente famigliare non aiuta certo il decorso e il recupero. Pur riprendendosi fisicamente entra presto in uno stato di malessere malinconico. Da tempo non frequenta la scuola e pare non avere interessi. Trascorre le giornate davanti alla TV. Riusciamo anche ad occuparci, tramite i dentisti di Overland for Smile, di una dentatura purtroppo mai curata. Vengono fatti impianti di qualità ottima. Anche questo è importante per darsi coraggio.

      Ci viene un'idea! Se provassimo a convincerla a lavorare? Chiediamo al nostro amico Davide che nel frattempo ha aperto un piccolo laboratorio di bigiotteria e lui, prontamente, si offre. Davide, non è un imprenditore che pensa solo al profitto ma sa che, tramite il lavoro serio, si possono aiutare le persone. Maria, velocemente trova un senso e uno scopo. Con i soldi guadagnati esce di casa e si rende autonoma. Lavora molto e inizia a pensare a un futuro. Rimane da Davide quasi un anno, poi ha l'occasione di andare all'estero per occuparsi di un'anziana (come molti fanno in zona), almeno in modo temporaneo in sostituzione di altri. Coraggiosamente parte e si inoltra in un mondo sconosciuto. Poi accetta altri incarichi similari che le insegnano ad avere cura degli altri, facendo da mangiare, pulizie, ecc... E' un compenso basso ma capisce che avendo accettato deve rispettare la parola data e va avanti. Tiene i contatti con noi via internet. e... impara il tedesco!

      Vive con il suo ragazzo romeno che la raggiunge. Lui trova lavoro come autista e lei fa le pulizie. Ha imparato ad arrangiarsi e che la vita va affrontata con grinta. Ha imparato una cosa importante:  "se fai troppi progetti spesso sei deluso e quindi tanto vale lasciare che le cose accadano"; dice che la povertà non deve essere una scusa e che "la vita è interessante". Riesce anche a fare una piccola vacanza in Italia dove vede il mare! Ma la cosa più bella è che recupera i fratellini con la mamma perché abbiano lì un futuro migliore (e vadano a scuola con regolarità!). Non sono nella stessa città ma si vedono ogni tre settimane; li aiuta quanto può con i suoi soldi.

     Trova lavoro in un ospedale; pulizie nelle sale operatorie ma di sera va ... a scuola per imparare a fare l'infermiera. Ha capito quanto importante è l'istruzione e riprende la scuola abbandonata in Romania. Ora vuole anche la patente e ci riesce, ovviamente. Torna in Romania per le ferie.

     Nel 2016 si sposa e ... vissero felici e contenti.

 



Dedicato a Dorin

<<Nessuna vita è impossibile da recuperare. Magari è difficile ma bisogna provarci con tenacia. Perché?
Perché una cosa va fatta perché ...va fatta>>.
 

“Amor, ch'a nullo amato amar perdona” 
Dante Alighieri, canto V inf.

 

 Dalle fogne di Bucarest e di Timisoara

          

          Nasce nel 1972 a Hunedoara cresce in orfanotrofio perché subito abbandonato, girando diversi istituti; non ha mai frequentato la scuola (è quindi analfabeta), già da minorenne ha girovagato in tante zone, dormendo nelle stazioni e nei treni (uno dei cosiddetti "bambini randagi", all'epoca numerosi in Romania), nei parchi e nelle fogne (per avere il caldo del teleriscaldamento). Ha ovviamente situazioni di handicap mentale e vari tic di origine nervosa (che però abbiamo visto ridursi). I genitori li ha rivisti a 14 anni ma solo di sfuggita. Nessun affetto, nessuno che si sia occupato di lui. Per conseguenza, non ha alcuna fiducia nelle istituzioni e negli altri; mai nessun amico ma solo compagni di sventura. Si è dedicato a furti e ubriachezza. Ha trascorso molti anni dentro e fuori dalla prigione; poi, da minorenne, ha organizzato un furto a casa di un giudice che è stato lo stesso che lo ha giudicato (!), e che gli ha inflitto 10 anni (da minorenne con handicap!), trascorsi in una cella con quasi cento carcerati (immaginabili le condizioni). Uscito, dopo un breve periodo in cui ha goduto della refurtiva, scialacquando in donne e alcool, ha ripreso la vita da randagio, ammalandosi di tubercolosi e quindi arrivando fino a Marila, dove esiste tuttora un sanatorio.  

          Nel 2010 lo abbiamo notato girare in Brădet, spesso ubriaco di bevande di bassissima qualità e anche dileggiato dalla popolazione stessa (una specie di "scemo del villaggio"). Entrando nel suo ricovero con il nostro amico Silvio, una casa forestale abbandonata, abbiamo trovato una situazione di disperato abbandono, senza acqua per lavarsi, senza corrente elettrica. Dorin, per dormire tranquillo in quella topaia (vedere le foto), metteva del pane vecchio su di un armadio affinché i topi, mangiando il pane, non salissero sulla branda in cui dormiva.

          Da allora, piano piano, è stato assistito e curato cercando di insegnargli per prima cosa la necessità di lavarsi e di seguire le minime norme igieniche. Mangiava con le mani sporchissime e senza l'uso delle posate; era talvolta violento. Si è anche cercato di insegnargli a scrivere e leggere. E' stato dotato periodicamente di cibo e di beni di uso comune (abiti, detergenti, ecc...). Ma la cosa importante è che per la prima volta in vita sua ha avuto affetto, al punto che chiama la Rosa "mamma" (nella foto che gli asciuga i capelli). Quando non ci siamo noi, ora vive nel sanatorio di Marila che nel tempo si è trasformato, pur totalmente non adatto, in ricovero di "homeless".  Ora Dorin viene alla scuola a fare la doccia, mangia con noi usando le posate (quasi) ma mai inizia a mangiare prima che tutti, sopratutto la "mamma", siano seduto a tavola. Sembrano piccoli risultati ma sono il segno di radicale cambiamento in lui.

          Tranne in alcuni periodi, in cui ricade in atteggiamento da accattone chiedendo con infinita insistenza (quasi superiore alle nostra pazienza), si può dire che sia recuperato a una vita decente. Ora legge un po' e, avendolo fornito di telefono smartphone, è in grado di collegarsi in internet (skype). Non avendo avuto una infanzia è attratto da giocattoli quali peluches ma in questi anni, di cui lui ci è molto riconoscente, ha fatto molti progressi, recuperando in modo accelerato le fasi di crescita. Certamente ha dimostro onestà e mai abbiamo avuto dubbi su di lui che ha libero accesso alle nostre stanze (per ottenere fiducia occorre dare fiducia).

          Tutti i nostri associati che lo conoscono ne sono molto affezionati, anche perché è davvero furbo e ha delle espressioni molto simpatiche. Dorin ci ha fatto capire che chi non ha conosciuto amore non può dare amore ma quando qualcuno (normalmente sono i genitori) si occupa con affetto di lui la situazione cambia radicalmente e si può affrontare il cambiamento. 

          Grazie Dorin, in realtà siamo noi che abbiamo molto da te.